Nella vita di tutti i giorni essere spontanei ci fa stare bene: facciamo ciò che ci va di fare, accettiamo un invito al volo o prenotiamo una vacanza lampo. Comportarci così ci fa sentire leggeri, ma nel lavoro non sempre lo stesso atteggiamento paga. Anzi, essere spontanei a volte significa rimandare “a data da destinarsi” i nostri compiti e crea un circolo vizioso al quale è necessario porre un freno.

Ecco qualche consiglio per smettere di procrastinare i nostri impegni:

 

Baby steps

Procrastinare potrebbe diventare un’abitudine, anche se non lo vogliamo. È più semplice spostare un’idea dalla nostra mente e rimandarla il più possibile, piuttosto che prendercene la responsabilità e affrontarla di petto. Solitamente procrastiniamo perché non siamo abbastanza organizzati: prendiamo impegni e accettiamo scadenze che poi non siamo in grado di rispettare, quindi non siamo psicologicamente pronti a svolgere i nostri lavori e rimandiamo quanto più possibile.

Come rimediare? Con un ben organizzato planner: non si può prescindere dall’organizzazione nel lavoro, specialmente da freelance. Per i più ansiosi, annotare semplicemente una deadline è sufficiente, ma per chi è abituato a procrastinare è meglio organizzare il planner non solo in base all’obiettivo finale, ma anche in piccole scadenze intermedie. Organizzare il lavoro step by step riduce lo stress ed è più facile rimediare ad una piccola scadenza non rispettata piuttosto che ad una deadline finale.

 

Concediamoci più tempo “immaginario”

All’inizio può essere dura, l’errore è dietro l’angolo. Per questo non bisogna abbattersi, è importante trovare la formula giusta che ci permetta di portare il nostro lavoro a buon fine senza nottatacce svegli a recuperare tutto il lavoro arretrato e senza l’ansia di non finire in tempo. All’inizio lasciamoci un margine d’errore: per esempio, se dovessimo consegnare il lavoro mercoledì, potremmo considerare martedì o lunedì come deadline, per poter rimediare in caso fossimo tornati ai nostri “vecchi difetti”. A mano a mano che diventiamo più responsabili nel gestire il nostro tempo, potremo abbandonare questo trucchetto.

 

Non sottovalutiamo il nostro impegno

A volte procrastiniamo perché non conosciamo bene le nostre potenzialità, così finiamo per porci degli obiettivi troppo grandi o non adatti al nostro modo di lavorare, mettendo in pericolo sia il nostro lavoro che la nostra autostima. Non tutti i lavori hanno la stessa mole di lavoro da affrontare. Quindi per aiutarci a classificare bene i nostri impegni, possiamo adottare un sistema di planning a colori: per esempio, contrassegniamo in giallo i lavori più semplici, in arancione i lavori che ci richiedono un impegno medio e in rosso quelli più pesanti. Nel nostro planner se un giorno è occupato da un impegno giallo durante la mattina può essere impegnato anche da un impegno arancione nel pomeriggio. Mentre se ci occupiamo di un impegno rosso gli dedicheremo tutto il nostro impegno e il tempo necessario e non lo accomuneremo a nessun altro impegno.

 

Basta distrazioni

Spesso invece cominciamo a lavorare, ma ci facciamo distrarre da mille notifiche di mail e messaggi su tutti i nostri dispositivi. Questo ci fa irrimediabilmente perdere la concentrazione, ed è difficile riprendere le redini più volte senza che il lavoro ne risenta. Quindi, la cosa migliore è fare di tutto per aumentare la concentrazione: allontaniamo da noi tutto ciò che può distrarci e usiamo app come Forest che ci aiutano a fare un buon uso del telefono.

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