Tra le figure professionali nuove che si fanno strada nel panorama del lavoro, ecco apparire i nomadi digitali. Lavoro itinerante, gran voglia di libertà e spirito creativo sono gli ingredienti giusti per lasciare la routine quotidiana e intraprendere un nuovo stile di vita in giro per il mondo. Ma chi sono davvero i nomadi digitali?

Ecco tra noi i nomadi digitali

Vi è mai capitato di lavorare fuori casa? Soprattutto per chi ha un ufficio dove recarsi ogni giorno e un tot di ore da trascorrere seduto ad una scrivania, riesce difficile pensare che si possa lavorare praticamente ovunque.

Dai tempi in cui il lavoro era standardizzato e legato ad una sede fisica le cose sono cambiate moltissimo e oggi sentire parlare di nomadi digitali è quasi parte della normalità.

Si tratta di persone che, stanche di una vita ripetitiva e di un lavoro insoddisfacente, hanno deciso di partire e lavorare viaggiando.

Si può definire una nuova forma di lavoro a distanza o un modo radicale di cambiare stile di vita e realizzare i propri desideri. Ma in entrambe le definizioni si tratta di persone che fanno la differenza e con coraggio decidono di prendere la propria vita e modellarla secondo i loro desideri.

Perché digitali? Naturalmente alla base della loro scelta c’è la tecnologia, che diventa l’elemento indispensabile per continuare a svolgere il loro lavoro ovunque essi si trovino in quel momento.

Senza una connessione internet sarebbero soltanto uomini e donne in viaggio, non freelancer con la voglia di lavorare ma senza rinunciare alle proprie passioni.

Il lavoro a spasso con voi: cosa serve

Il lavoro autonomo permette una certa libertà, sia in termini di organizzazione che di tempo. Ma non basta alzarsi una mattina, fare i bagagli (senza dimenticare il pc portatile!) e partire per definirsi nomadi digitali.

Questa nuova figura lavorativa richiede alcuni requisiti, sia caratteriali che pratici, da rispettare. Quali? Ecco i più importanti:

  • Lasciare tutto e partire è una scelta coraggiosa. Qualcuno direbbe che è anche rischiosa e azzardata, ma se ben studiata può essere davvero profittevole sotto ogni punto di vista.
  • Connessione internet. Che la meta siano la Spagna o le Canarie, senza internet non potete gestire il lavoro da remoto e la vostra diventa una semplice vacanza.
  • Lavoro intellettuale e creativo. Alla base dell’esistenza dei nomadi digitali c’è un lavoro che può essere fatto a distanza, in un bar, in spiaggia o sulla metro e naturalmente con un computer sempre con voi.
  • Budget finanziario. Bisogna anche essere capaci di gestire bene le proprie entrate e soprattutto le uscite, magari approfittando della differenza di valuta di altri paesi esteri dove la vita diventa quindi meno cara.

Se avete questi requisiti allora una vita da nomadi digitali è quella che potrebbe fare per voi. Vi rimane solo di scegliere una meta e cambiare il vostro futuro.

Alcune figure di nomadi digitali

Il nomade digitale è quella persona che riesce a ottimizzare i tempi, dedicandosi al lavoro a distanza ma ritagliandosi anche spazio per i propri interessi.

Ecco perché non sceglie di rimanere nella propria casa, davanti al computer, ma parte e svolge il lavoro spostandosi di luogo in luogo.

Qualche esempio? I più comuni nomadi digitali sono gli imprenditori ecommerce, i fotografi, gli scrittori, i traduttori, i designer, i blogger, i marketer e gli assistenti virtuali.

Con una mentalità aperta e un forte spirito di adattamento si recano in mete quali Thailandia, Spagna, Germania o Ungheria, imparando nuove lingue, conoscendo nuove realtà e prendendo ispirazione per il loro lavoro da ciò che vedono o sentono in queste località per loro sconosciute.

Ma, come nomadi, non si cerca un luogo dove fare fissa dimora. E così non è strano vederli cambiare di tanto in tanto città, alla ricerca di uno stimolo in più che possa anche servire a migliorare la loro nuova prospettiva di vita itinerante.

Pro e contro di una vita “nomade”

Ma se i nomadi digitali lavorano girando il mondo, riescono bene a finanziarsi e nel frattermpo si dedicano alle loro passioni…perché non fare come loro?

In realtà, anche se i pro di una vita nomade sono evidenti, ci sono anche degli svantaggi che non si possono sottovalutare.

I nomadi digitali devono amare internet e il web, altrimenti si rischia solo di passare da una “prigione” all’altra, senza riuscire però a sentirsi davvero appagati dal proprio lavoro.

Un altro aspetto da considerare è l’eventualità che ci possano essere periodi dove il lavoro scarseggia o non dà i frutti sperati: come fronteggiare le necessità quotidiane? Questa è un’altra faccia della medaglia dove senza un contratto in regola, nessuno ti garantisce lo stipendio a fine mese.

E poi devono fare delle rinunce importanti, soprattutto a livello affettivo. Lasciare la propria casa, gli amici e in particolare la famiglia non è un passo che tutti siamo in grado di fare.

I nomadi digitali, per definizione, non mettono radici e questo aspetto, se da un lato apre tante opportunità, dall’altro limita la possibilità di formare una famiglia e avere una solida stabilità.

Ecco perché accade anche che qualcuno, dopo anni da nomade digitale, decida di tornare alle origini e magari continuare a gestire il proprio lavoro da remoto, ma comodamente dal divano di casa sua!

Ciò che è certo è che i nomadi digitali, per essere tali, non amano la routine, le regole e le imposizioni lavorative.

Ma in conclusione, queste nuove figure…lavorano viaggiando o viaggiano lavorando? Il bello del loro stile di vita è proprio riuscire a coniugare perfettamente entrambe le cose senza sapere dove finisce una e comincia l’altra!

 

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