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Avere un obiettivo preciso nella vita senz’altro può aiutare a prendere decisioni mirate: sapere dove si vuole arrivare permette di fare scelte coerenti finalizzate a perseguire il proprio scopo.

Ma che fine fanno tutti quelli che non hanno capito quale fosse la propria strada? È un problema che è lecito porsi, dato che avere le idee confuse può ripercuotersi sul proprio futuro lavorativo.

In un universo utopico ognuno svolge un lavoro che corrisponde alle proprie inclinazioni e passioni: purtroppo nel mondo reale la vita spesso mette di fronte a delle scelte da prendere con razionalità dove il bisogno di lavorare vince su tutto il resto. Certo, può capitare che un lavoro a prima vista poco interessante si riveli invece ricco di sorprese positive, mai giudicare un libro dalla copertina, del resto.

Parliamoci chiaro, per quanto un lavoro possa piacere arriverà sempre quel giorno infame, quello dove niente gira per il verso giusto. Quello in cui si rimpiange di esserci alzati dal letto, quando tutti sembrano avere un diabolico piano per renderci la giornata un inferno. Quello dove si controlla mille volte l’orologio, che ovviamente non funziona, perché i minuti non possono passare tanto lentamente. Ecco, in quelle deliziose giornate chiunque non vedrebbe l’ora di filare a casa lasciandosi una nuvoletta di polvere alle spalle.

Come lasciare un lavoro che non fa più per te

Ma se queste giornate storte dovessero diventare la routine?

Per motivi diversi ci si può ritrovare in un contesto lavorativo che non soddisfa più. Un ambiente di lavoro che non fornisce stimoli e crescita personale, magari dove non ci si sente a proprio agio.

In questi casi non è semplice capire come muoversi. Partendo dal presupposto che avere un lavoro al giorno d’oggi è una fortuna non da poco, è bene non essere impulsivi, perciò si può tentare di individuare tutti gli aspetti che non riusciamo più a tollerare, mettendoli nero su bianco, ponendosi delle domande anche rispetto al proprio atteggiamento. Si potrebbe infatti scoprire che parte del problema nasce da noi, da come ci poniamo e, magari, correggendo alcuni atteggiamenti le cose potrebbero migliorare.

Non è da escludere pensare di parlarne direttamente con i propri superiori, esponendo le difficoltà che si stanno incontrando con molta sincerità. Non dimentichiamo che il benessere fisico e mentale dei dipendenti dovrebbe sempre essere una priorità per il datore di lavoro. Il rischio che si corre in questo caso è l’avere a che fare con un datore di lavoro ostile e troppo chiuso, facendoci sentire ancora più frustrati.

Abbiate il coraggio di rimettervi in gioco

Se comunque, nonostante tutti i tentativi, la situazione non accenna a migliorare non resta che prendere consapevolezza che esiste senz’altro un impiego che potrà farci sentire appagati come meritiamo. Aggiornate quindi il Curriculum, non tralasciando nulla, nemmeno competenze in apparenza banali.

Proprio in tema di ricerca lavoro esistono ormai da tempo diverse App gratuite di facile utilizzo, come Indeed e InfoJobs, pensate per rendere il processo di ricerca più efficace, tuttavia non è da escludere la consegna fisica dei Curricula (senza dimenticare di allegare una lettera di presentazione, molto apprezzata dai datori di lavoro), oltre al vecchio e fidato passaparola.

Abbiate il coraggio di rimettervi in gioco!

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