Il lavoro assorbe gran parte del vostro tempo all’interno di una giornata. Passione, interesse e tanta voglia di crescere sono i motivi che aiutano ad affrontarlo ogni giorno, soprattutto nei momenti più duri. Ma che succede se queste motivazioni vengono meno? La demotivazione sul lavoro è un serio problema che va affrontato sul nascere, per evitare che si trasformi in qualcosa di più grave e abbia delle spiacevoli conseguenze nella vostra vita, sia personale che lavorativa.

Analizziamo da vicino le principali cause che portano a questo stato d’animo negativo e cerchiamo di capire come risolverle per andare avanti e riprendere in mano la vostra vita.

La demotivazione: bestia nera sul lavoro

Che significa demotivazione sul lavoro? Partiamo proprio dalla definizione di questa tanto temuta “bestia nera” che spaventa anche i vostri superiori.

La demotivazione sul lavoro è quell’insieme di variabili (soggettive, familiari, ambientali) che influiscono sulla persona e causano disinteresse, rifiuto o allontanamento da tutto ciò che riguarda la realtà lavorativa.

In parole semplici? Il lavoro diventa fonte di stress, paure, noia, angoscie e di conseguenza non si ha alcuna voglia di svolgere il proprio ruolo, farlo bene e raggiungere gli obiettivi prefissati.

Le conseguenze sono disastrose sotto tutti i punti di vista:

  • Personale: si diventa apatici e questo comporta stati d’animo negativi
  • Lavorativo: si è scarsamente produttivi
  • Sociale: l’insoddisfazione si estende alla vita sociale e si perde la voglia di stare con gli altri
  • Soggettivo: se la demotivazione peggiora può comportare anche disturbi più gravi nel comportamento, come depressione e sindrome di burn out.

Ma quali sono le cause che portano alla demotivazione sul lavoro? Ecco le più frequenti.

  1. Insicurezza lavorativa

Non è raro cominciare un lavoro con tante aspettative e poi rimanere delusi. Ciò accade quando lo stipendio è particolarmente basso e non accenna ad aumentare nemmeno se fate straordinari, oppure se la paga è costantemente in ritardo e vi sentite frustrate da una situazione che non riuscite a cambiare in nessun modo.

Tutto questo si traduce in insicurezza lavorativa, ovvero quella mancanza di certezze che a poco a poco crea demotivazione sul lavoro. Oggi viviamo nell’era dei contratti temporanei, con scadenza a tre mesi, sei mesi o un anno e dopo? Nessuno garantisce che ci sarà un dopo.

Il posto fisso o il contratto a tempo indeterminato sono ormai un lontano ricordo e tra i lavoratori di qualsiasi settore si è sviluppato questo senso crescente di insoddisfazione e insicurezza per il domani.

  1. Nessuna possibilità di fare carriera

Tanto studio, tanta gavetta e tanto impegno non sempre bastano per realizzare i proprio sogni nel mondo del lavoro. Purtroppo può succedere che si entra in azienda per un ruolo e, nonostante la voglia di fare e il tempo dedicato al progetto, non esiste alcuna possibilità di fare carriera e cambiare la propria posizione.

Alcuni non ci fanno caso perché non hanno particolari aspirazioni in quel senso, ma chi invece ha impiegato tutte le proprie energie per emergere non può accettare questo stato di cose e inevitabilmente va incontro alla demotivazione.

  1. Noia e routine

La demotivazione sul lavoro può nascere anche quando sul lavoro comincia a subentrare il disinteresse. Non è sempre detto che sia la demotivazione a farvi disinteressare dal lavoro e dai suoi obiettivi, ma spesso succede proprio il contrario.

La routine può demotivare, è un dato di fatto. Così andare a lavoro diventa pesante anche dal punto di vista psicologico e senza stimoli si rischia solo di peggiorare la situazione incidendo sulla produttività dell’azienda.

  1. Ambiente spiacevole

Anche l’ambiente di lavoro può avere il suo ruolo nell’insorgere della demotivazione dei lavoratori. Colleghi poco simpatici o comunicativi, mancanza di cordialità e aiuto reciproco, e nel peggiore dei casi il mobbing, possono e creano sicuramente stati d’animo deleteri che si traducono in demotivazione e voglia di scappare da quella realtà ostile.

Come continuare a lavorare con soddisfazione se tutto attorno a voi vi risulta spiacevole?

  1. Leadership non adeguata

Oltre ai problemi con i colleghi, ancora più gravi possono essere i cattivi rapporti con i superiori. La demotivazione nasce dallo stress di non sentirsi apprezzati, stimolati, valorizzati e di conseguenza si perde anche la fiducia nella leadership.

Il leader per essere fonte di demotivazione tra i suoi dipendenti può essere troppo severo ed esigente, incutendo timore e paure, oppure troppo assente e poco comunicativo, lasciando allo sbaraglio l’intera azienda.

È ora di andare avanti…

La demotivazione deve assolutamente essere eliminata! Ma come?

Parlate con il vostro superiore e siate sinceri: magari non vorrà perdere una persona come voi!

Cercate di trovare nuovi stimoli e nuove prospettive che vi facciano tornare la voglia di lavorare col sorriso.

Instaurate un rapporto di comunicazione anche con i colleghi e mettete la basi per un clima più rilassato.

Ma se tutto questo non basta è ora di andare avanti e cercare altrove la propria strada. Lavorare senza motivazione è come “andare in macchina senza motore”! Inutile, frustrante e non porta da nessuna parte!

 

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