Rientrate tra quelle che hanno a che fare tutti i giorni con un capo workaholic, cioè che soffre di dipendenza ossessiva da lavoro e quando non si trova in ufficio prova un senso di colpa irrefrenabile? Che non ha vita al di fuori dell’ufficio (e si aspetta che lo stesso valga per i suoi dipendenti) e che crede che tutto quello che non è lavoro è solamente un impiccio?

Se pensate di appartenere a questo genere succube di un boss “tossico” lunatico e perfezionista, ecco alcuni consigli da attuare per gestirlo e conviverci al meglio. Trovare delle soluzioni anti overworking per sopravvivere a questo genere di personalità vi permetterà di non farlo diventare un ostacolo alla vostra professionalità.

Aiutalo a capire

Il vostro boss è morbosamente work addicted, rigido e super esigente e le ore di lavoro in eccesso sono la sua unica gioia. Una macchina da guerra, uno che non parla mai della sua vita privata e non ha mai un cedimento. Ebbene, si tratta senza ombra di dubbio di un capo workaholic che fa sempre e costantemente molto di più di ciò che dovrebbe fare. E perché non provare ad aiutarlo? Magari convincendolo a delegare un po’ di lavoro dimostrando disponibilità e flessibilità nei suoi confronti. Se avete un po’ di confidenza, fatelo riflettere sull’importanza del work-life balance, i confini tra la vita personale e il lavoro, affinché riesca a ridistribuire spazi e tempi in maniera più ragionevole. Insomma, cercare di fargli capire che alcuni piaceri e svaghi non tolgono importanza alle attività quotidiane.

Si può dire anche di no

Soprattutto quando la richiesta proviene dal tuo capo, dire di no non è certo la cosa più facile al mondo. E se il tuo superiore è uno stacanovista da guinness che sente il solo bisogno impellente di lavorare e far lavorare gli altri, direi che la cosa si complica parecchio. Se trovi il coraggio di affrontarlo, meglio farlo in privato preparando prima il discorso, scegliendo le parole con cautela e motivando bene la ragione di questa scelta. E non sentirti in colpa per nessuna ragione – come direbbe Eraclito, Panta Rei (ndr. tutto scorre). In certi casi è necessario anche dire di no ad un superiore e mettere dei paletti, soprattutto se la persona in questione è troppo pressante e maniaca, per evitare che il clima di lavoro ne risenta pesantemente e di farti contagiare dal suo malsano stile di lavoro.

Essere giovani è dire sì a tutto. Essere vecchi è imparare a dire di no. Jean Chalon

Mantieni la calma, sempre e comunque

Se il capo dimostra nervosismo e irritabilità causa eccessiva dedizione al lavoro e si sfoga sempre contro di te con un comportamento aggressivo e maleducato, dimostra la sacrosanta capacità di rimanere calma (se non chiedo tanto anche di sfoderare un bel sorriso), di non arrabbiarti e di dimostrarti impassibili a eventuali provocazioni. Fermati, rallenta e fai qualche bel respiro profondo. Controllare la rabbia è estremamente importante in questi casi. E pensa positivo per liberare la mente da negatività e frustrazione, prima di entrare in ufficio la mattina e appena rientrata a casa la sera.

Disconnettiti e dormici sopra

Per quanto tu possa essere stacanovista e amare il tuo lavoro, se il capo ti contatta il sabato alle 7 di sera o magari la domenica alle 3 del pomeriggio mentre sei al parco giochi con tuo figlio, allora direi che è il caso di sperimentare questo consiglio. Spegnere il cellulare, il computer e qualsiasi altro dispositivo possa rubare quel tempo prezioso che stai dedicando alla tua vita privata. E non portarti a casa pensieri sul lavoro e frustrazioni di progetti e incarichi. Dormi tranquilla e rigenerati.

Concentrati solo sulla tua mansione

Concentrati unicamente sul tuo lavoro e sugli aspetti positivi della tua mansione e dimostra sempre di fare il meglio con tutto l’impegno e la professionalità possibili e continua a comportarti in maniera educata. In questo modo sarà molto più piacevole trascorrere le giornate al lavoro e rispettare le scadenze senza essere passivamente influenzata dalle manie e dalle ansie del tuo capo.

Fai squadra con i colleghi, sostenetevi a vicenda e condividete le strategie per migliorare quanto più possibile il rapporto con il vostro responsabile. Tra di voi una semplice battuta ogni tanto fatta per sdrammatizzare la situazione, potrebbe alleggerire parecchio il vostro umore e le vostre giornate. Come potrebbe essere divertente dare una sbirciatina ai tentativi messi in atto da Nick, Dale e Kurt nella commedia americana Come ammazzare il capo e vivere felici.

Se la situazione è impossibile…

Non a caso si dice che una delle ragioni più comuni per cui un dipendente abbandona il posto di lavoro è quella di avere un capo difficile. Perciò se la situazione con il tuo capo è insostenibile, i suoi miglior pregi sono competitività sfrenata, narcisismo e sbalzi d’umore e senti di non riuscire a sopportare un giorno in più, direi che potrebbe essere il momento di andarsene. Se iniziano a presentarsi i primi sintomi di burnout e la vita in ufficio a stretto contatto con il tuo capo diventa impossibile, meglio iniziare a cercare un nuovo posto di lavoro.

 

Avete avuto anche voi un capo ossessionato dal lavoro? Come avete gestito la situazione? Scrivetelo nei commenti qui sotto!

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